Linee guida per il cambiamento politico

Posted on Ottobre 29th, 2007 in I nostri incontri, Manifesto by admin

Il circolo è nato qualche mese fa condividendo un documento (che abbiamo sempre chiamato il “manifesto”) di diagnosi delle criticità italiane e delle sue cause.

Oggi sentiamo l’esigenza di far seguire alla diagnosi l’elaborazione di una proposta (”linee guida per il cambiamento politico”, il “manifesto 2″), che consenta al circolo di confrontarsi al proprio interno e con gli interlocutori politici, economici e sociali.

vedi in allegato il documento in prima bozza .

Lunedì 5 novembre (h. 21 - 23) primo incontro di discussione del documento (via Morone)

Martedì 13 novembre (h.19 - 21) secondo incontro di discussione del documento (Torre Velasca)

linee-guida-per-il-cambiamento-politico.doc

riflessioni su innovazione, linguaggio, mercato e libertà

Posted on Ottobre 24th, 2007 in Innovazione by admin

Un contributo di Rosanna Celestino a valle dell’intervento del prof. Carlo Lottieri all’incontro del circolo di martedì 23 ottobre.

“Due sono i sentieri di pensiero che si sono aperti grazie all’intervento di Lottieri. Il primo sul senso, sull’immaginario comune del concetto di innovazione. Il secondo sull’ambiente nel quale l’innovazione può vivere e svilupparsi………. vedi in allegato

linguaggio-innovazione-ecc.doc

Incontro del 23 ottobre su “Innovazione”

Posted on Ottobre 16th, 2007 in I nostri incontri, Innovazione by admin

Martedì 23 ottobre  dalle 19.00 alle 21.00

presso bar Baldassarre ( Torre Velasca)

affronteremo il tema dell’ Innovazione.

Innovazione e futuro vanno di pari passo e il nostro circolo ” non dimenticare il futuro” vuole affrontare il tema con questo taglio:

“Innovazione e regolamentazione.  Perchè l’economia italiana e quella europea stanno arretrando ?”

Nel corso della serata Carlo Lottieri,

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dell’Istituto Bruno Leoni, introdurrà alcune valutazioni critiche in merito alle tesi prevalenti in tema di innovazione, con l’intento di mostrare che è venuto il momento di ripensare quel concetto, leggendolo in stretto rapporto con quelli di pluralismo e di competizione.

Nelle rappresentazioni prevalenti, l’esigenza di potenziare l’innovazione (in Italia e più in generale in Europa) è associata ad una richiesta di maggiori risorse destinate a quanti operano nell’ambito della ricerca.  E’ sufficiente ?  E’ la strada migliore ?  Non esistono forse equivoci e confusioni a tale proposito ?

Se avete qualche domanda su questo tema, potete anticiparcela via mail o commentando qui sotto.

A proposito dell’incontro con il Professor Massimo Pallini

Posted on Ottobre 9th, 2007 in Lavoro by admin

Mi sembra che l’incontro con il Prof. Pallini sia stato molto utile perché ha portato a conoscenza di non addetti ai lavori quali noi siamo alcune informazioni indispensabili per comprendere atti di governo e proposte di legge sul lavoro. Tralascio la parte più di dottrina giuridica, peraltro fondamentale per inquadrare il problema, e faccio una sintesi dei temi più politici così come mi pare di averli colti:

1.     fino a poco tempo fa i giuslavoristi dell’ala riformista del nascente PD hanno lavorato all’idea di introdurre maggiori tutele per i lavoratori “precari” e maggiori aggravi fiscali e previdenziali con conseguente aumento dei costi per le imprese. Queste idee sono state almeno in parte recepite dalla legge finanziaria dell’attuale governo (ad esempio apprendistato).

2.     l’idea di lavorare ad un contratto unico che superasse la drastica separazione esistente nel mondo del lavoro tra “super protetti” e “precari” è molto più recente ed è avvenuta perché questa separazione ha ormai assunto il carattere del conflitto generazionale (vecchi super protetti – giovani precari).La proposta di contratto unico affida la tutela del lavoratore di qualunque tipo a crescenti indennizzi economici nel caso di licenziamento nei primi 4 anni di lavoro; successivamente la tutela del posto di lavoro viene affidata alla legislazione attuale (Statuto dei diritti dei lavoratori).

3.     l’introduzione di sistemi, quali quello danese, che consentono da un lato alle aziende di licenziare liberamente e dall’altro al lavoratore di essere accompagnato per due anni da indennità economiche elevate anche se decrescenti, non sarebbe possibile perché avrebbe un costo insopportabile per le finanze del paese e comunque chiunque l’adottasse perderebbe le prossime elezioni

Quanto sopra mi stimola le seguenti riflessioni nell’ottica di attenzione e salvaguardia per il futuro:

a.      quanto detto al punto 1 e quindi quanto contenuto nella finanziaria in proposito cerca di limitare gli effetti della legge Treu del 97 (una delle migliori leggi del I governo Prodi) e della cosiddetta legge Biagi creando rigidità ed aggravi di costo per le imprese senza per nulla superare l’antinomia super protetti-precariIn sintesi una cura peggiore del male.

b.     Il punto 2 “contratto unico”, se approvato, rappresenterebbe invece un grosso miglioramento rispetto alla situazione attuale. Chiunque abbia esperienza di azienda sa bene che avere di fatto un “lungo periodo di prova” (4 anni) minimizza in modo drastico gli errori da parte delle imprese nelle assunzioni. Oggi l’assunzione di un operaio ha un periodo di prova di soli 15 giorni, un tempo veramente insufficiente per valutare impegno ed adeguatezza al posto. Pur migliorativa questa proposta si muove tuttavia nell’ambito del modello culturale dello Statuto dei diritti dei lavoratori: la vera sicurezza del posto di lavoro non è affidata alla salute economica dell’azienda e alla qualità del lavoratore, ma alla legge ed al giudice che l’applicherà (dopo i 4 anni). Secondo questo modello culturale gli imprenditori non sarebbero tanto interessati ad avere collaboratori bravi quanto politicamente allineati. Un’idea quest’ultima che poteva avere qualche fondamento negli anni 50-60, ma che oggi, con i livelli di competizione ai quali le aziende sono esposte, sembra davvero assurda. Eppure, nonostante la continuità di modello culturale con la legislazione attuale, questa proposta di contratto unico non avrebbe la maggioranza nello schieramento attualmente al governo

c.      per quanto riguarda il punto 3 (welfare danese e simili) è vero che oggi l’Italia non può permettersi un welfare danese, ma questo non accade per colpa di un destino cinico e baro, ma perché la spesa pubblica da almeno 40 anni ha deciso di porre le risorse sugli anziani (sistema pensionistico), consentendo a questi ultimi di andare in pensione quando anziani ancora non sono. Basterebbe innalzare l’età della pensione in modo coerente all’aumento delle speranze di vita per liberare le risorse necessarie al superamento tra precariato ed iperprotetti.

In conclusione la proposta che nasce dai giuslavoristi del nascente PD guidati dal Sen. Tiziano Treu rappresenterebbe sicuramente un miglioramento rispetto alla situazione attuale, ma, a parte il fatto che non sarebbero mai in grado di approvarla pressati come sono dalle lobby sindacali di lavoratori super protetti e pensionati, sembra insufficiente a dare la necessaria flessibilità ad aziende che oggi devono competere sui mercati internazionali senza alcuna protezione che non la loro capacità e competitività. Se si vuole fare qualcosa di incisivo bisogna uscire dal vecchio modello culturale e dalla vecchia modalità operativa (concertazione) che, come si vede, sembrano ancora dominare il nascente Partito Democratico.Anche in questo caso, come sempre, ogni riforma seria è bloccata dalle lobby preoccupate di mantenere lo status quo e con nessun interesse per il futuro. Ogni spinta riformista, che pur esiste in modo significativo nel nascente PD, dovrà confrontarsi con la lobby sindacale il cui potere elettorale è molto forte. 

Mariano Marchetti 

P.S. Sarei molto felice se su questo tema, così come per altri che abbiamo trattato, si aprisse un dibattito sul blog perché la discussione aumenta la conoscenza di un problema almeno quanto l’ascolto di un esperto.

Futuro del circolo “Non dimenticare il futuro”

Posted on Ottobre 3rd, 2007 in I nostri incontri by eoggioni

Proposte emerse nell’incontro del 27 settembre 07

(D. Bollino, R. Celestino, M. Marchetti, R. Noceti, E. Oggioni, M.G. Rotondi, G. Scapin + nota F. Guidara)

 

1.Proseguire  con incontri di sensibilizzazione e “acculturamento” su specifici temi (con esperti) +    3/ 4 incontri l’anno di riflessione / scambio opinioni tra membri del circolo

Si tratta di proseguire le attività sinora svolte (1 incontro ogni tre settimane), con un calendario che alterni incontri “monografici” (come quelli che abbiamo fatto su legge elettorale, costi della politica, federalismo fiscale, ecc), con incontri di scambio opinioni e di aggiornamento sulla situazione politica (come è stato l’ultimo incontro dell’11 settembre).

 

2. Aggiungere queste ulteriori attività: 

    A. Elaborazione di un documento di “proposta”

         Il documento di “proposta” dovrebbe affiancare il manifesto originario del circolo, che è

         essenzialmente di diagnosi.

         La “proposta politica” dovrebbe essere traguardata tutta sul “non dimenticare il futuro” e

         dovrebbe esprimere principi su aspetti chiave, come il sistema istituzionale ed elettorale,

         l’etica e la politica, i temi del lavoro, il tema fiscale, il tema dell’innovazione, ecc.

         La “proposta” non è un modo per candidarsi come soggetto politico, ma come influenzatori.

 

    B. Far vivere il blog

         Far vivere “nondimenticareilfuturo.org” attraverso 1 documento a settimana (a regime) su

         eventi di attualità politica, anche questi vagliati secondo la logica del futuro, con attivazione di

         commenti e risposte.

   

    C. Organizzare 2 / 4 eventi l’anno

         Sulla falsariga dell’incontro che abbiamo cosponsorizzato con Ichino e Capezzone, ponendoci

         in un ruolo di collegamento tra esperti esterni (radar dei contributi migliori e

         più innovativi su temi chiave) e soggetti politici.

 

    D. Esporsi vs Associazioni (Confcommercio, Confindustria, Sindacati, ecc)

         Invitare esponenti delle Associazioni contattate ad incontri nostri in cui confrontarsi su temi

         e proposte del “circolo”.

 

3. Farsi conoscere di più e allargare il numero dei partecipanti al circolo

Attraverso varie modalità: aumentare gli inviti alle persone che si conoscono direttamente,

continuare con il networking con altre associazioni / circoli, inserirsi su altri blog come circolo.

INCONTRO CIRCOLO 2 OTTOBRE

Posted on Ottobre 3rd, 2007 in I nostri incontri by eoggioni

Cari Amici,

ricordiamo che il prossimo incontro del nostro circolo è fissato per

MARTEDI’ 2 OTTOBRE
dalle 19.00 alle 21.00
presso il bar Baldassarre sotto Torre Velasca.

Il tema principale del 2 ottobre sarà il LAVORO, e in particolare cercheremo di inquadrare il dibattito d’attualità sulla cd. legge Biagi nell’evoluzione che vi è stata negli ultimi lustri, per arrivare a comprendere cos’è il nuovo Statuto dei Lavori e quali sono le nuove tipologie contrattuali allo studio.
Ci aiuterà in questo il professor Massimo Pallini, che insegna Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano.

Inoltre, informiamo che ieri un gruppetto di otto volontari si è riunito per pensare al “futuro del circolo”. Ne sono uscite delle idee, che cominceremo ad illustrare all’incontro.

A martedì.

circolo “non dimenticare il futuro”