Fra tante negatività un dato positivo c’è: una diminuita coesione tra giornalisti e classe politica in particolare sul costo di quest’ultima e quindi sull’etica della sue azioni.Il cambiamento è iniziato in sordina con la pubblicazione del libro di Salvi e Villone, “il costo della democrazia” cui, a dispetto della notorietà degli autori, fu data da tutti i media una risonanza modesta e liquidato rapidamente con generici apprezzamenti dalla classe politica.Da un anno a questa parte poi il martellamento è diventato più significativo e diffuso ed ha avuto come protagonisti (almeno quelli di cui mi sono accorto) Stella e Rizzo sul Corriere della Sera, Gabanelli su Rai 3 con Report e anche Diamanti su Repubblica.Tuttavia un vero salto di qualità è accaduto in termini di audience la settimana scorsa, quando una trasmissione largamente popolare soprattutto nel popolo della sinistra è stata introdotta dal comico Crozza che ha centrato tutto il suo show sul costo della politica e delle strutture burocratiche ad esse collegate. In particolare Crozza ha ripreso quanto evidenziato da Stella e Rizzo in un articolo dedicato al costo della Presidenza della Repubblica ed ha portato a conoscenza di milioni di spettatori che la Presidenza della Repubblica Italiana costa 4 volte la monarchia del Regno Unito, 6 volte la Presidenza e la Repubblica Federale Tedesca e 3 volte la Presidenza della Repubblica Francese che ha ben altri incarichi. Ancora più interessante la discussione che ne è seguita almeno nella prima ora (perché poi vinto dalla noia me ne sono andato a dormire): l’argomento introduttivo è stato totalmente ignorato. Il teatrino della politica politichese era perfetto, perché, tra gli altri, erano presenti Bersani e Gasparri politici dei due schieramenti e due responsabili delle lobby che li sostengono elettoralmente, il sindacalista Angeletti e la Presidente dei giovani della Confcommercio, nonché dei circoli della libertà, Brambilla.La trasmissione mi è sembrata importante per due motivi:
· Lo show di Crozza ha portato a milioni di persone e non più decine o al massimo centinaia di migliaia il tema del costo della politica e delle strutture ad essa correlate
· La discussione che ne è seguita ha mostrato quanto l’oligarchia che ci governa ed i suoi accoliti temano questo argomento fino al punto di ignorarlo completamente nella discussione.
Questo timore mi sembra più che giustificato perché gli stipendi di deputati e senatori (i più alti di Europa) e l’ampiezza degli apparati burocratici connessi alle più alte istituzioni del paese fanno ricordare la monarchia francese verso la fine del 700 che prendeva quasi tutto per sé, per la nobiltà e per le strutture che la sostenevano.
Oggi come ieri è tutto legale. Ma di quale legalità stiamo parlando?
MARIANO MARCHETTI