Competitività sì, ma come ?

Posted on marzo 13th, 2012 in I nostri incontri,Senza categoria,sviluppo e competitività by admin

Sembra che tutti siano d’accordo sulla necessità di aumentare la competitività, ma le ricette di cui si parla sono piuttosto generiche. Sarebbero interessanti proposte più specifiche, partendo da analisi che affrontino separatamente segmenti diversi di attività, evidenziando casi di successo e di insuccesso e relativi fattori critici.

Proviamo a mettere sul tavolo alcuni casi, prescindendo da quelli, come la moda tra i successi e il tessile tra i fallimenti, che appaiono, almeno a prima vista, sufficientemente chiari anche ai non addetti ai lavori. Parliamo ad esempio di un settore di cui si parla di solito abbastanza poco: l’agricoltura. Perché i pomodori olandesi sono competitivi con quelli italiani? Dipende solo dal basso costo dell’energia per le serre, grazie ai giacimenti di gas? Perché in Romagna, che in primavera è colorata dal rosa dei fiori di pesco, si trovano al supermercato le pesche spagnole? A quanto pare il tema “chilometri zero” non ha un impatto significativo. E che dire del costo del lavoro dei braccianti (magari in nero) della Campania a fronte di quello olandese? D’altra parte il vino italiano continua a guadagnare consensi nel mondo, sia il lambrusco che sostituisce la Coca Cola, sia i supertuscans che competono alla pari con i grandi Bordeaux e Borgogna. Viene naturale passare dall’agricoltura all’industria alimentare. Qui c’è un caso clamoroso di successo: Ferrero, un’azienda che parla poco e di cui si parla poco, se non per criticare la sua pubblicità così poco raffinata, ma evidentemente efficace. Quale è il segreto? A parte la ricetta della mitica Nutella …

Ma nell’industria che per quasi un secolo è stata nel mondo l’ attività più significativa in termini economici e simbolici, l’automobile, non solo la Fiat produce da tempo più all’estero che in Italia, ma a nessun grande costruttore verrebbe in mente di aprire una fabbrica in Italia. Perché? C’è una piccola, parziale eccezione: la Di Risio; chissà se guadagna? E perché la Germania produce ancora così tanto (anche se pure là è cominciata da un po’ la delocalizzazione)? Visto che il costo del lavoro è alto si può presumere che la produttività sia maggiore. Più investimenti? Migliore organizzazione? La mitbestimmung?

Per consolarci pensiamo al successo del comparto macchine utensili, in cui l’Italia ha conquistato un ruolo di preminenza, a spese, guada un po’, della Germania. Non tutta l’industria dunque soffre in ugual modo dei vincoli e delle rigidità spesso additati come unica causa dei nostri problemi. Altro caso di successo: le montature per occhiali. I mitici Ray Ban sono ora italiani. E’ la formula del distretto che è vincente? Ma altri distretti sono in crisi. E le piastrelle?

Ma oggi il grande business è l’elettronica, l’informatica, le telecomunicazioni. Qui molti e gloriosi sono i caduti, morti o moribondi, sul campo: prima fra tutti Olivetti, ma anche Italtel, Telettra, Brionvega, Mivar. Resta STM, un caso riuscito di matrimonio italo-francese. Eppure l’Italia è stata pioniera nei computer, per non parlare del contributo di Faggin nei transistor. Vediamo inoltre che Alcatel-Lucent chiude a Vimercate laboratori che per decenni hanno sfornato prodotti di successo, mentre la cinese Huawei apre a Monza laboratori di ricerca e sviluppo.

Parliamo dei servizi: nel turismo l’Italia, a cui qualcuno attribuisce il 50% del patrimonio artistico dell’umanità, ha perso posizioni negli ultimi anni. Perché? Cosa si può fare? ( a parte azzerare i vertici dell’ATM, che schiera manipoli di controllori per dare 51 euro di multa agli ignari viaggiatori che arrivano in Fiera con il biglietto urbano). Ciascuno avrà in mente altri casi simili.

Ora certamente molto si potrebbe fare in termini di liberalizzazioni, privatizzazioni, semplificazione burocratica, flessibilità, eccetera, eccetera per migliorare il contesto per tutti. Ma il punto che qui vorremmo sollevare è : di che cosa hanno bisogno i diversi settori per essere più competitivi? Non chiediamo quindi il parere degli economisti, men che meno quello dei macroeconomisti, ma quello di chi ha le mani in pasta, di chi tutti giorni affronta problemi e inventa soluzioni, o almeno quello di chi ha un focus molto preciso su un settore specifico ed è in grado di fare comparazioni precise e documentate. Chi vuole parlare?

Andrea Figna

Dal superare l’emergenza al diventare competitivi – incontro

LUNEDI’ 12 MARZO 2012

h. 19.00 – 21.00

bar Baldassarre (Torre Velasca) – Milano

“DAL SUPERARE L’EMERGENZA AL DIVENTARE COMPETITIVI”

con Andrea TERZI.

L’ospite del prossimo incontro sarà Andrea Terzi, professore di Economia Monetaria al Franklin College Switzerland di Lugano,  membro dell’Istituto di Economia e Finanza dell’Università Cattolica di Milano ed esponente della Modern Monetary Theory, fortemente critica nei confronti delle politiche oggi dominanti a livello internazionale. I temi dei bilanci pubblici, del disavanzo, del ruolo della BCE e dei margini di manovra consentiti dai patti europei per favorire la crescita, saranno al centro dell’attenzione dell’ incontro.

Dal superare l’emergenza al diventare competitivi

Mai come in questo periodo il nome del nostro circolo, “Non dimenticare il futuro”, risulta azzeccato.

Dall’estate del 2011 l’Italia è stata sottoposta ad una pressione internazionale senza eguali, esercitata dai mercati finanziari, dagli organismi internazionali e dai partner europei. Il nostro debito pubblico, e il costo del suo rifinanziamento, sono stati al centro delle preoccupazioni non solo degli italiani, ma anche di tutti i Governi e di tutti gli operatori finanziari del mondo. La crisi attuale, s’è detto, ha il suo epicentro in Europa e in Europa l’epicentro sta in Italia. “L’Italia rischia di saltare e se salta l’Italia salta tutto” è stata per mesi l’affermazione rimbalzata in tutte le lingue del pianeta.

Abbiamo tutti parlato di “emergenza” e per una volta il termine non era esagerato. Ora l’emergenza non è superata, anche se il rischio di fallimento sembra allontanarsi. Contemporaneamente, si è forse capito che i problemi endemici italiani, alto debito pubblico e bassa competitività di sistema, non sono risolvibili solo attraverso le “ricette di rigore” raccomandate a gran voce dai partner nordici e da molti  organismi internazionali. Servono, ma non bastano se si vuole tornare a crescere.

Siamo dunque di fronte a una duplice sfida: superare l’emergenza oggi e insieme creare le condizioni per tornare ad essere competitivi in un prossimo futuro.

La tabella seguente prova ad elencare i nodi che sul primo e sul secondo fronte sono a mio parere da affrontare.

Emergenza e tenuta conti pubblici Competitività per il futuro
Cosa sta consentendo / consentirà di superare l’emergenza:

-       credibilità Governo

-       larga maggioranza politica per scelte anche impopolari

-       rigore sulla spesa pubblica + tasse di breve per bilanci pubblici senza deficit

-       evitare troppa recessione a breve (1-2 anni), attraverso:

. quantitative easing in versione  BCE

. patti europei che lasciano spazi per investimenti

. svalutazione euro ?

Comunque ci serve essere competitivi su questi terreni:

-       offerta politica elezioni 2013 che dia credibilità (salto di qualità della politica) e possibilità di largo consenso

-       produttività (costo per unità di prodotto)

-       costo energia / materie prime (politica energetica)

-       efficienza pubblica amministrazione  (snellimento, tempi più brevi di autorizzazione, meno soggetti, ecc)

-       liberalizzazioni di sistemi – chiave

-       lavoro (flessibilità + tutele + reimpiego)

-       giustizia civile (tempi e semplificazioni)

-       investimenti infrastrutturali

-       ricerca e istruzione

-       politica industriale a favore settori in crescita e senza sovvenzioni per settori dove è impossibile competere

-       modello di sviluppo (capitalismo micro- familiare ?, capitalismo finanziario ?, modello tedesco di economia sociale di mercato ?, impresa sociale ?)

Sulla prima sfida (superare l’emergenza), improvvisamente noi italiani ci stiamo muovendo con una certa velocità e determinazione, anche se rimangono moltissime incognite e, soprattutto, una discreta confusione su quali scelte politiche ed economiche prevarranno a livello europeo; confusione che non è dettata solo da interessi nazionali diversi e da nuove diffidenze tra popoli del Nord e del Sud Europa, ma anche da dubbi pesanti sulla capacità delle dottrine economiche tradizionali di affrontare con efficacia la situazione.

Ma se anche si riuscirà a non fallire tenendo sotto controllo i bilanci degli Stati e a farlo senza infilarsi in un tunnel di recessione e di conflitto sociale (e chi riesce a trovare la “chiave” per risolvere questo problemino è già da premio Nobel), comunque ci ritroveremo ancora con la fatidica domanda: e in futuro?

Riusciremo a crescere ? Come potrà aumentare il PIL nei prossimi anni ? Cosa fare per essere ancora fra 5 anni nel girone dei primi dieci paesi del mondo e non finire invece in serie B ? Come potranno i nostri figli e le future generazioni di italiani mantenere lo stesso tenore di vita di chi è più avanti negli anni ?

Il contesto politico nel quale fare le riforme è fondamentale. Ce la faranno la politica e i partiti a trovare in tempi brevissimi (2013) le formule che consentiranno di decidere e poi realizzare con passo deciso le numerosissime riforme di fondo di cui abbiamo bisogno per ridarci slancio ?

Per ognuno dei nodi prima elencati (politica energetica, riforma del lavoro, politica industriale, snellimento della pubblica amministrazione, eccetera eccetera) servono cambiamenti radicali e scelte decise. Sappiamo tutti come l’Italia, da questo punto di vista, sia un campione dell’immobilismo e della conservazione: grandi interessi e comportamenti quotidiani diffusi sono in grado di annacquare qualunque riforma.

Se c’è qualcuno che riesce a proporre un progetto condiviso di sviluppo e di cambiamento anche oltre l’emergenza batta un colpo. Al momento non si vede nessuno.

Enrico Oggioni

Elezioni a Milano – 2

Posted on aprile 27th, 2011 in Senza categoria by admin

Il secondo incontro dedicato dal circolo “Non dimenticare il futuro” alle elezioni comunali di Milano è previsto per

LUNEDI’ 9 MAGGIO
dalle 19.00 alle 21.00
presso il bar Baldassarre (Torre Velasca)
con Mariolina MOIOLI – Assessore a Famiglia, Scuola e Politiche sociali – Lista Milano al centro
e con Edoardo CROCI – già Assessore a Mobilità, Trasporti e Ambiente – Lista Progetto Milano migliore,
entrambi a sostegno del candidato sindaco Letizia Moratti.

Porremo le seguenti domande:
- tre cose della giunta uscente che ritenete un successo ?
- tre inadeguatezze / errori commessi, a cui rimediare ?
- quali sono tre priorità che vi date per il prossimo mandato ?

Elezioni a Milano – 1

Posted on aprile 11th, 2011 in I nostri incontri,Quadro politico by admin

In vista delle elezioni comunali di Milano di metà maggio, il circolo “Non dimenticare il futuro” ha previsto due incontri.
Nell’impossibilità di approfondire le proposte di tutti i (probabilmente 10) candidati sindaco e di tutte le circa 25 liste collegate, il circolo ha scelto di dedicare i due incontri ai programmi e alle proposte dei due candidati sindaco che, in base a tutti i sondaggi, dovrebbero contendersi la vittoria, e cioè Moratti e Pisapia.

Il primo dei due incontri è previsto per
MARTEDI 19 APRILE
dalle 19.00 alle 21.00
presso il bar Baldassarre (Torre Velasca)
con Anna PUCCIO e Davide CORRITORE,
entrambi nel ruolo di portavoce di Giuliano Pisapia.

Ai rappresentanti della formazione pro-Pisapia, porremo le seguenti domande:
- tre inadeguatezze / errori della giunta uscente ?
- tre cose a cui dareste continuità ?
- quali sono tre priorità che vi date per il prossimo mandato ?

Relazioni industriali: verso una riforma (o no ?)

Posted on gennaio 27th, 2011 in I nostri incontri,Lavoro,sviluppo e competitività by admin

Lunedì 14 febbraio 2011

h. 18.30 – 20.30

presso bar Baldassarre (Torre Velasca), Milano

con MARIO UNNIA, politologo, studioso di sistemi politici e di relazioni industriali, docente di management.

I recenti contratti e relativi referendum di Mirafiori e, prima ancora, di Pomigliano, hanno dato una decisa sterzata al modello di relazioni industriali in Italia, creando le premesse per un miglioramento della competitività del sistema Italia.

In novembre il nostro circolo affrontava già il tema durante un incontro su “Competitività e lavoro”. La nostra convinzione è che la debolissima crescita italiana può migliorare solo se si ottiene un aumento della competitività, che consenta di attirare più investimenti esteri (da tempo molto bassi) e di mantenere in attività produttive domestiche i capitali italiani, condizioni queste ultime che possono favorire più occupazione e più consumi interni.

Anche alla luce degli eventi degli ultimi due mesi, il tema continua ad essere attualissimo ed è probabilmente uno dei (pochi) terreni su cui si stanno realizzando le auspicate riforme, tra l’altro ad opera delle parti sociali e non della politica.

Abbiamo chiesto a Mario Unnia di proporre un quadro attuale delle relazioni industriali e del sistema politico, di commentare le innovazioni che si delineano nelle prassi tra imprese, sindacati e potere pubblico, e di indicare le probabili evoluzioni dello scenario socio-sindacale.

Bipolarismo e scenari di terzo polo

Posted on dicembre 8th, 2010 in I nostri incontri,Quadro politico,Riforma elettorale by admin

LUNEDI’ 13 DICEMBRE
h. 19.00 – 21.00
presso bar Baldassarre (Torre Velasca)
incontro su:
“BIPOLARISMO E SCENARI DI TERZO POLO”
con DARIO FERTILIO,
giornalista del Corriere della Sera e saggista.

Alla vigilia del voto di fiducia al Governo, lo scenario di offerta politica che si prospetta ai cittadini è nuovo rispetto agli ultimi quindici anni, e probabilmente si sta riavvicinando a quello a cui i meno giovani erano abituati nella stagione della Prima Repubblica.
Il paradigma del bipolarismo (centro destra o centro sinistra), sostenuto negli ultimi anni anche da leggi elettorali per i Comuni, per le Province, per le Regioni e in certa misura anche per il Parlamento nazionale, leggi che lasciavano poco spazio a chi stava fuori dai due poli, è ora messo in forte discussione: sia dal formarsi di un “terzo polo” che pare avere – nei sondaggi – un certo credito, sia dalle spinte a modificare la legge elettorale in modo da ridurre i premi di governabilità per la maggioranza relativa.
Quali saranno le conseguenze se queste due nuove spinte si affermeranno ?  E quanto risponderanno alle esigenze di governo della fortissima riduzione del debito pubblico italiano che si prospetta entro il 2013 ? Ne parleremo con Dario Fertilio, liberale, autore nel 2009 del libro “Maledetta proporzionale – i chi, come e perché della democrazia maggioritaria”, giornalista al Corriere della Sera e scrittore di romanzi e saggi.

Competitività e lavoro

Posted on ottobre 26th, 2010 in I nostri incontri,Lavoro,sviluppo e competitività by admin

Lunedì 15 NOVEMBRE 2010
h.  19.00 – 21.00
bar Baldassarre (Torre Velasca), Milano
incontro su: COMPETITIVITA´ E LAVORO
con Marco LEONARDI,
economista del lavoro dell´Università degli Studi di Milano

La debolissima crescita italiana può migliorare solo con un aumento della competitività del sistema Italia, in modo da attirare più investimenti esteri (da tempo quasi azzerati) e da mantenere in attività produttive domestiche i capitali italiani, condizioni queste ultime che possono favorire più occupazione e più consumi interni.
I fattori che possono produrre nel tempo più competitività sono numerosi: il fisco più leggero, la pubblica amministrazione più efficiente, la giustizia civile più veloce, il costo dell´energia più basso, le risorse per l´Università meno disperse, la ricerca più efficace, il sistema di relazioni industriali ammodernato, ed altri.

Nel prossimo incontro del circolo metteremo a fuoco quest´ultimo aspetto, il rapporto tra competitività economica e il sistema del lavoro e delle relazioni industriali.
Quali sono i punti in gioco ? Cosa serve ?
Più flessibilità ? Più produttività ? Retribuzioni più alte e riduzione del cuneo fiscale? Più semplicità e certezze delle regole ?
Sta funzionando la nuova contrattazione più decentrata e sta dando vantaggi ?
E´ competitivo il sistema lavoro delle piccole e piccolissime imprese ?
L´accordo di Pomigliano può essere considerato uno spartiacque ?
Le parti sociali (imprese e sindacati) stanno riformando quel che la politica non riesce a fare ?

Marco Leonardi è docente di economia politica alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano. Ha ottenuto il Phd. in Economia alla London School of Economics ed ha trascorso lunghi periodi di studio al MIT di Boston e all’Università di Berkeley. Si occupa di economia del lavoro e collabora con diverse riviste di economia italiane e internazionali.

Ambiente e sviluppo: referendum per Milano

Posted on ottobre 1st, 2010 in Ambiente,Energia e Ambiente,I nostri incontri by admin

LUNEDI’ 4 OTTOBRE
h. 19.00 – 21.00
bar Baldassarre sotto Torre Velasca, Milano (MM3 Missori)
incontro su “Qualità ambientale e sviluppo economico a Milano: si possono conciliare ?”
con Edoardo CROCI,
economista ambientale e già assessore dal 2006 al 2009 alla Mobilità, Trasporti, Ambiente del Comune di Milano.

Si può conciliare il miglioramento della qualità ambientale con lo sviluppo economico ? Più “green” può davvero portare anche ad una maggiore competitività economica ? Nel mondo (USA e Germania in testa) ci puntano in molti. Come si può ottenere questo risultato ?

A Milano si stanno raccogliendo firme per cinque referendum consultivi comunali per l’ambiente e la mobilità sostenibile, promossi da un comitato (vedi <www.milanosimuove.it>) a cui contribuiscono politici e associazioni di vari orientamenti, tra cui anche il nostro circolo e molte persone che partecipano abitualmente alle attività del nostro circolo.

L’incontro del prossimo 4 ottobre sarà dedicato ad illustrare i cinque referendum e a discutere di come conciliare sviluppo economico e qualità ambientale.

Attuazione del federalismo fiscale

Posted on luglio 23rd, 2010 in federalismo fiscale,I nostri incontri,Quadro politico by admin

LUNEDI’ 13 SETTEMBRE

h. 19 – 21 , presso bar Baldassarre (Torre Velasca), Milano

incontro con on. Massimo CORSARO del PdL, rappresentante lombardo e della maggioranza di governo nella Commissione parlamentare bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale

sul tema dell’ attuazione del federalismo fiscale nell’attuale contesto politico.

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